Ciao, Blogger.
E' comprensibile arrivare momentaneamente in ritardo al lavoro. E' comprensibile vedere persone che ti aspettano. Un pò meno quando le persone che ti aspettano sono già all'interno del negozio grazie a qualcuno che ha aperto al posto tuo. Dulcis in fundo almeno due hanno già avuto un paio di "non sei gradito", ed un'altra tende ad essere quello che faceva più danno che profitto quando stava nel negozio stesso.
Posso capire tanto. Ma quando certa gente non la sopporti, o a malapena la reggi, è difficile non sentirsi nel posto sbagliato e nel "mood" sbagliato.
Io il mercoledì pomeriggio in negozio mi sento un pesce fuor d'acqua già di mio, visto che tendo a non immischiarmi nei giochi che i clienti giocano. Se devo cercare qualcosa mi perdo e non o esattamente il polso di quello che "serve" nel negozio. E' anche vero, e l'ho pure già chiesto, che se mi si lascia una lista di che cosa manca, e che viene chiesto, magari se mi presentano un mazzettino qualcosa lo compro.
Questa sensazione di "fuord'acquitudine", è già abbastanza. Non ci vuole anche il carico emotivo di gente che non dovrebbe entrare in questo locale neppure se ghiaccia il deserto.
Succede, sono sensibile a volte, le cose mi infastidiscono. E' normale e logico.
Per lo meno posso ignorare in parte la cosa cercando di fare altro, molto spesso ricerche o giochi via browser. Ma mi viene difficile, ultimamente sono sempre più insofferente. Genericamente parlando.
Alla prossima, Blogger.
17.4.13
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