9.1.13

Quando succedono le cose.

Quando succedono le cose tu devi esserci per fare sì di imparare da loro. Tipo quando per qualche motivo la tua auto si ritrova di botto su un palo della luce e dopo poco sia l'auto che il palo vorrebbero non essersi scambiati il numero di telefono...
A me è successo venerdì scorso. Zoppico ancora leggermente, ma a parte lo spavento e un paio di contusioni, sto bene. Esteriormente.
Dentro... Bè, dentro è un casino.

Diciamo che l'accaduto non mi è chiaro, e che per lo spavento di cui sopra ho perso dalla memoria qualche secondo. Questo mi rende un po' fobico verso il posto di guida, ma anche un po' nevoso verso la mia vita in generale. Solo che non sono ancora in grado di modificare le mie abitudini, quelle piccole cose che vorrei non fare più, quei momenti stupidi in cui mi accorgo che trentacinque anni servono solo a dimostrare il tempo che passa e non l'effettiva maturità.
Alla fine credo che sia solo che mi manco. Sento la mancanza di me stesso, nonostante io non sia qualcun altro. Mi manco come ero prima, con gli stimoli di prima, con la voglia di prima. Il tempo e le cose mi hanno tolto lo stimolo di alzarmi la mattina e provare a fare invece di tirarmi su come uno zombie. La cosa sarebbe anche semplice. Ti alzi, ti fai un bel caffè guardando qualche notizia o sfogliando le cazzate notturne su Twitter, capatina in bagno per lavarti e lasciare la natura nell'apposito boccione di ceramica, ti vesti e poi parti. Con auto o senza, non importa. È facile.
E allora perchè non ci riesco? La vita mica mi ha sconfitto... Mi ha fiaccato, ok, ma non sconfitto.

Per cui diciamo che il duemilatredici nato così sfigato già nelle prime giornate, voglio che sia un dannatissimo inizio. Un "change-year", che mi riporti un po' del me che non sento più dentro me.

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